mercoledì, 24 giugno 2009
so much depends
upon

a red wheel
barrow

glazed with rain
water

beside the white
chickens.

Cercare epifanie nell'orto, come William Carlos Williams.

Riuscire a concentrarsi sul presente, trasformare ciò che è stagnante in qualcosa che zampilla.

Dimenticare e scoprire.

Parole nuove.

Una carriola rossa.


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categoria:poesia, bellezza
martedì, 16 giugno 2009
postato da: flanerie alle ore 12:31 | Permalink | commenti
categoria:ufo , attualità, astrofilia
martedì, 16 giugno 2009

Certi nuovi volti, conversazioni. Ti sembra un'aria che si muove, piena di ossigeno. Sono l'altrove, sono pensieri altri, sono muscoli distesi dopo un lungo sforzo di compressione. Ce n'è più bisogno che delle proteine.
Ah, trovarne.

postato da: flanerie alle ore 08:20 | Permalink | commenti
categoria:corsette al parco
lunedì, 15 giugno 2009

 CIAO, NON SONO UN PANDA

non vivo allo zoo dentro una gabbia
non ho bisogno della tua protezione
non voglio che mi nutri coi germogli

che mi consideri una specie da salvare.

preferisco che mi baci e che mi spogli
pattinare con te per la via lattea
pitturare color luna le pareti
delle stanze del mio bunker personale:

questo è quello che vogliamo noi poeti.

SE GLI INSETTI SI RIBELLANO ALLE PIANTE

e le piante si ribellano alle case
poi le case si ribellano alle stanze
e le stanze si ribellano a mia madre.

e se mischio il sole e il tuorlo d’uovo
e il pompelmo e li bevo alla mattina
cresco bella come una mimosa
gialla e grandissima come la Cina.

poi se imparo davvero a riordinare
dati e abiti negli armadi e nel cervello
penso nulla mi potrà mai più frenare
a capire cosa è vita e cosa è bello.

allora l’amore crescerà da solo
come un timido geco ipocondriaco
o un diamante talmente plateale
da sconfiggere persino lo zodiaco.

 

IPERMARATONA DEL VUOTO

sogno sui pianeti appesi al cielo
fuori-dentro le stagioni impazzite
guardo le moto alla televisione
nelle domeniche che ronzano partite.

mi addentro nelle luci delle offerte
pago alla cassa senza disperazione
in auto verso casa guido piano
poi vado a letto e sotto le coperte:

sogno di essere l’ipercampione
mentre taglia il traguardo del vuoto
sopra l’assurdo lungomare di milano.

di FrancescaGenti - Poesie d'amore per ragazze kamikaze . editore Purple Press


postato da: flanerie alle ore 01:26 | Permalink | commenti
categoria:poesia
domenica, 14 giugno 2009
Della passione bizzarra

Inspiegabile dono di una passeggiata marina.  Non chiedetegli altro.
postato da: flanerie alle ore 14:42 | Permalink | commenti
categoria:natura
domenica, 14 giugno 2009


Di Gipi, su Internazionale del 12 giugno
postato da: flanerie alle ore 09:17 | Permalink | commenti
categoria:attualità
martedì, 19 maggio 2009
postato da: flanerie alle ore 14:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica
lunedì, 11 maggio 2009
Nella bacheca di un locale di musica hip hop ho letto questo avvisto: "Sabato scorso ho perso la collana della mia bisnonna. Probabilmente mi è caduta mentre facevo un headspin. La collana ha tre fili di perle e un pendente con inciso A Florence, 1927. Chi l'avesse trovata è pregato di contattare Monique". Anche tu, Bilancia, potresti vivere un'esperienza simile a quella di Monique. Mentre ti abbandonerai a un gioco esuberante e moderno potresti perdere qualcosa di antico. Ma scommetto che la tua perdita sarà liberatoria (Rob Brezsny questa settimana, su un segno che non è il mio, dice cose interessanti)

La sensazione di scrollarsi di dosso qualcosa, o perdelo inavvertitamente perché travolta in un gioco "esuberante", accompagna questa primavera odorosa (corro corro corro attraverso le acacie che non hanno mai spremuto così i loro fiori, attraverso il monossido di carbonio dei cavalcavia, i concimi nelle aiuole e l'odore selvaggio del tarassaco, che è il mio preferito. E qualcosa rimane indietro, forse, alla fine).  Resettarsi un po', per quanto sia un gioco meschino, da i propri frutti in termini di spazio di memoria nuovamente libero, per far lavorare più velocemente il processore e tentare di vedere con occhi nuovi: accorgersi che il mondo è fatto di scie. Le scie odorose che inseguo quando esco a correre. Le scie di energia pulsante che le persone lasciano dietro di sé, emettendole con lo sguardo e con le mani: provi a far loro una foto a lunga esposizione e te ne accorgi subito. Se fanno la scia o no.  Percorsi da seguire come le correnti marine. E che ti portano lontano.

seaicecurrents

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categoria:viaggi, amore, stagioni, uomini, bellezza, attualità, perdersi, corsette al parco
sabato, 09 maggio 2009
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categoria:libri, attualità
mercoledì, 06 maggio 2009

La lezione di Novello: entusiasmo, scrittori e gente, senza sprechi pubblici
ANTONIO SCURATI - LA STAMPA, 6 maggio 2009
 

Il villaggio di Novello si trova sulle medie colline di vigne della Langa occidentale, una zona remota che nel resto della regione viene definita «laggiù». Terra ricca e feconda, a forte vocazione enogastronomica, terra di Barolo, «re dei vini e vino dei re», dal cui omonimo paese Novello dista solo 7 chilometri... Ma qui ci si deve fermare, perché durante il weekend del 2/3 maggio Novello ha scoperto, improvvisamente, una sua seconda vocazione, la vocazione culturale e, soprattutto, ha ricevuto una seconda ubicazione geografica: da ora in avanti questo borgo di mille abitanti si situerà con precisione millimetrica a 10 chilometri esatti dal più celebre paese di Grinzane. Dieci chilometri e un anno luce. Sì, perché nello scorso weekend, a Novello, con quattro lire, un guizzo d’intelligenza e un imperioso atto di volontà, un gruppo di giovani è riuscito, nello spazio dei pochi metri compresi tra la Torre medievale del 1200 e la Rocca del Castello in finto gotico pre-disneyano, a programmare incontri con scrittori, artisti e musicisti, autori nostrani e guru internazionali, affiancando dibattiti pensosi e momenti di divulgazione colta, performance artistiche e gioie bacchiche della domenica di festa, idoli pop e intellettuali accademici, pubblici di ragazzotti del sabato sera e di contadini con ancora addosso forti sentori di vigna.

Il tutto dosato con sapienza di uvaggi da ottimo vino. Gli organizzatori di «Collisioni» (questo il nome del festival) adesso si schermiscono e assicurano che la loro iniziativa non è nata in contrapposizione ai lussi arabi a partecipazione pubblica del Grinzane Cavour. Ma un certo senso di sana ripulsa non può esser stato estraneo al movente dell’iniziativa. Una certa stella degli antipodi deve pur aver indicato la rotta. Proviamo a verificare.

Il Grinzane ragionava sempre in termini di esclusività. Più le cose erano esclusive più erano buone. Cene squisite per pochi intimi, dibattiti che richiedevano un invito anche solo per assistervi, viaggi aerei transoceanici per recapitare a domicilio assegni in denaro a celebri scrittori newyorchesi. Qui a Novello, invece, solo cene e pranzi aperti al pubblico, cucinati dai volontari del paese, al prezzo di dieci euro, compreso dolce e vino. In più, un lungo lavoro preliminare sulle strutture alberghiere dei paesi limitrofi per ottenere prezzi popolari. Il principio d’inclusività è stato poi applicato anche in chiave culturale. Nonostante l’apparente radicamento territoriale del Grinzane, la gente di queste parti non è mai stata davvero invitata a partecipare alla cultura. La si usava come pretesto per ottenere i finanziamenti, una sorta di fondale di cartapesta vivente, sul modello del pubblico in sala dei programmi tv che fa da simulacro del pubblico a casa. Il Grinzane usava il denaro pubblico per prelevare gli studenti dalle scuole, cammellarli controvoglia a riempire sale conferenze, per poi usare i numeri al fine di ottenere altro denaro pubblico. Una macchina celibe, un sistema di sterile autoreferenzialità. Durante il lavoro preparatorio al festival, gli organizzatori di «Collisioni» si sono chiesti quale traccia avessero lasciato tutti i soldi spesi nel Grinzane. Questi i risultati: a Novello nessun giovane sotto i vent’anni aveva mai letto un libro di sua spontanea volontà, nessuno aveva mai sentito nominare nemmeno Alessandro Baricco, la gloria locale della letteratura nazionale. Jovanotti era l’unico ospite che conoscevano tutti. Ad Alba la situazione era leggermente migliore: conoscevano Jovanotti e Alessandro Baricco ma uno scrittore di media fama - mettiamo un Antonio Scurati qualunque - non lo conoscevano neppure le insegnanti e gli alunni di lettere e filosofia. Allora «i volontari di Novello» hanno avviato «Aspettando Collisioni», un’iniziativa gratuita e non finanziata. Si trovavamo nei pub di Alba e, a turno, tra l’esibizione di una rock band di adolescenti metallari e una media rossa, raccontavano ai ragazzi il libro di uno degli scrittori ospiti. Così si è formato il gruppo. Tutti distribuivano volantini, facevano telefonate, contattavano su Facebook gli altri ragazzi e li invitavano a «Collisioni». Tutti hanno lavorato gratuitamente. I driver senza rimborso benzina, gli ideatori senza rimborso viaggi o telefono. L’assessore alla cultura, di professione muratore, ha montato i tendoni con il trattore e il cingolo. Quando sabato sono arrivati in paese i primi scrittori, non è venuto a presentarsi perché era in tuta da lavoro e aveva paura di offenderci.

Ora, non si tratta di fare del realismo sovietico. Purtroppo, non sono più tempi di ladri di biciclette (si ruba ben altro). Il lavoro va pagato. L’entusiasmo va sostenuto. Sono, però, di nuovo tempi di «ricostruzione». E la ricostruzione può partire da qui, da Novello, dal desiderio impellente di una «collisione» provato dai «volontari di Novello».

Si chiedano gli amministratori pubblici come sia stato possibile che il Grinzane e le sue imitazioni minori, pur con tutta quella profusione di denaro, vini e cibi sopraffini, ancor prima della deriva penale, avesse creato una cappa, una sorta d’infelicità diffusa, in cui più nessuno partecipava, per il troppo cinismo, per la convinzione che tutto in fondo era merda e che non valeva la pena di sporcarsi le mani. Si chiedano come sia stato possibile che nel posto in cui operava una vera e propria industria dell’organizzazione culturale, ancor prima di scoprirne gli aspetti penali, tutta questa gente di Alba abbia sentito un gran bisogno di organizzare un festival. E, soprattutto, vadano a documentarsi su come lo hanno fatto. Scopriranno una piccola, preziosa lezione da tenere a mente per l’avvenire.

 

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categoria:attualità
sabato, 02 maggio 2009
postato da: flanerie alle ore 07:29 | Permalink | commenti
categoria:libri
venerdì, 24 aprile 2009
header_imgAlessandro BARICCO  Andrea BAJANI Antonio SCURATI Beppe ROSSO Bruce Michael STERLING Davide Dileo BOOSTA  Efraim MEDINA REYES Francesca MAZZUCATO Gian Luca FAVETTO  Hamid ZIARATI Lorenzo JOVANOTTI Luca SCARLINI Nicolai LILIN Piero NEGRI SCAGLIONE  Tommaso PINCIO Sergio DOGLIANI...e altri :)
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categoria:libri

daniela scavino nipoti lumière