giovedì, 29 marzo 2007

albafilmfestivalPer una settimana da oggi, Alba ospita un evento serio e degno di almeno una visita.
Altro che fiera dei lupini, elezione di miss trifola, salone del mobile di balsa e sagra del pusacafé, abbiamo (anche) ben altro di cui andare orgogliosi:  l' Alba International Film Festival. Per gli amici: Infinity.

Terminati (ahimé) i bei tempi dell'Università in cui potevo bivaccare al multisala Pathé dal mattino alle 8 alle 3 di notte per non perdermi neppure un film della retrospettiva su Sokurov o i commenti astrusi di Ghezzi al film di Elisabetta Sgarbi al Torino Film Festival, cercherò comunque di non mancare alle proiezioni serali dell'Infinity.

In fin dei conti, cosa che a Torino non poteva capitare, ad Alba nei cinquanta metri quadrati antistanti il cinema succede facilmente di far due chiacchiere con Lech Kowalski o Jerry Schatzberg, ascoltare una lezione open air della direttrice artistica di un festival parigino sul documentario o finire a bere liquore armeno e mangiare frutta secca (per inciso, albicocche ricoperte di cioccolato) con Khachatryan, direttore del Golden Apricot Film Festival di Yerevan...

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categoria:cinema, bellezza, attualità, langhe
mercoledì, 28 marzo 2007
I need love, love
To ease my mind


Arrivo all'ultima collina dopo Rodello e 'purtroppo' la valle si apre e scopro cosa c'è nelle viscere delle belle Langhe. Una città. Il pulviscolo di cioccolato e fumo fermo sui suoi tetti, ché la pressione troppo bassa e la bonaccia non lo scacceranno via per qualche giorno.

Ma fino a quel momento ero in Langa.

masterscoverFino a quel momento scendevo da Serravalle Langhe, dove ero stata per un'intervista alla giunta locale che finalmente ha ripristinato il "mercato del giovedì". Sembra una cosa buffa, ma a pensare ad Alba, che oggi veniva citata al telegiornale per il mercato immobiliare più caro del Piemonte, e al fatto che un paesino a soli venti chilometri stia invecchiando e spopolandosi senza una ragione...-a mio modesto parere- ripristinare il mercato perché gli ultimi abitanti dell'Alta Langa abbiano un posto dove una volta alla settimana comprare i cavoli per completare il ripieno dei ravioli al plin, mi sembra un' ottima notizia.
La natura, specialmente in Alta Langa, è ancora selvaggia è varia: la monocoltura della vite, che ha dissacrato le colline in cui vivo (quelle di La Morra e Barolo) non è ancora giunta alle altitudini che da Albaretto Torre salgono a Bossolasco, e là i boschi, noccioleti, prati assolati e rari frutteti si stanno preparando a esplodere nella primavera che si preannuncia tropicale.
Le rare abitazioni sono di proprietà di pensionati tedeschi o inglesi.
Sul ciglio della strada ho visto una fila di piccoli girasoli inceneriti dall'inverno. Erano ancora tutti in piedi.
D'estate, quando Alba soffoca nell'umidità calda del Tanaro e zanzare voraci attaccano le discoteche all'aperto e i balli a palchetto delle fiere, a Mombarcaro si sente il vento del mare sulla pelle.

Solo Pavese può aver detto "un paese ci vuole".
Solo un poeta che ha vissuto la Langa poteva dire che un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Io le amo, queste colline. C'è qualcosa di me.
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categoria:bellezza, langhe
domenica, 25 marzo 2007
Inganno il tempo con una routard dell'Islanda che ho comprato ieri sognando fughe "esotiche", anche se stamani la nostalgia del Grande Nord s'è un po' attutita nella pioggia irlandese, che lava finalmente le Langhe, dopo MESI di siccità.
Il techicolor dei prati si fonde nell'atmosfera nebulizzata.

La guida parla di un posto fatato denominato Blàa Lònidh  -che significa poi laguna blu, non lontano dalla capitale, in cui si può fare il bagno in un'acqua lattiginosa alla terrificante temperatura di 39°, ai piedi di una centrale geotermica collocata nel mezzo di un un deserto di lava.
Nelle foto si vede gente spalmarsi addosso un fango blu di alghe e calcare e immergersi in quest'acqua che ha il colore di un ghiacciolo all'anice e di una pietra di turchese.

Temo però che sia un carnaio turistico tipo le cascate di calcio (i "castelli di cotone") di Pamukkale in Cappadocia.

Comunque, se l'ambiente e il clima di un determinato paese influenzano il carattere intrinseco di una popolazione, mi chiedo come debbano essere gli abitanti di un paese in cui si alternano altipiani formati da colate laviche, ghiacciai sempiterni (ancora per un po'), geyser, piscine naturali a 40° del colore del latte e menta e dall'aroma di uovamarce. Senza contare che si trovano praticamente su una zattera tettonica strattonata da entrambe le parti e cosparsa di un'acne geologica particolarmente purulenta. E che mangiano carne di balena e di pulcinella di mare :-O

La routard, che traccia sempre un profilo antropologico degli abitanti del paese in questione, definisce gli islandesi "cinici". Evvabbè.
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categoria:viaggi, ecologia, bellezza, langhe
lunedì, 19 marzo 2007
Stasera sto preparando la mia parte per la lezione di teatro di domani.
Mirandolina.
Non proprio la goldoniana, ma la archetipica Colombina primigenia della commedia dell'arte.
In un testo ricomposto dal prof.

Devo agitarmi e sbuffare:
Offa offa offa, son stanca, de sentirmi ciamar a destra e a manca.
Mirandolina onde ti ghe stai
son de chi sor paron!
Mirandolina onde ti ghe vai
vengo sor paron!
Son stanca de esser al servizio de un paron veccio bavoso e tirchio
.
Tutto il tempo a cucinar into quella cusina pussolente,
con quei vaporon de àio e cipòa
.
Ecc, ecc.

Non viene benissimo, la mia inflessione piemontese copre i miei conati veneti.

Al che cerco di attualizzarla, e Mirandolina diventa un'addetta al call center della Kirby oppressa dalle nevrosi dei clienti e dal regime schiavista della sua coproconaggine. Che paga le bollette del fidanzato, perché lui è disoccupato.

Ma questo al prof non piacerà, lui è un purista.
Si mette la maschera dello Zanni e fa capriole per terra.
E ha cinquant'anni e cinquanta chili di troppo.
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categoria:donne, teatro
lunedì, 19 marzo 2007
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categoria:attualità
venerdì, 16 marzo 2007
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote/ ma doppiate.
Màngiati le bolle di sapone intorno al mondo/ e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,/lasciami sognare in pace...
Liberi com'eravamo ieri,/ dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori...



per una sera torno alla linguamadre, dolce flessuosa flessibile e bella, con i suoi tempi verbali così complessi e snodabili, le sue subordinate così componibili e barocche, la sua ragnatela lessicale, così ampia e fitta, le sue poesie e le sue canzoni così piene di sensi...inoltre, sono un po' stanca.

cow2Poi c'è questa storia così originale, quella del giovane Emanuele Capra, che ho letto oggi sul Venerdì di Repubblica; quella di un ragazzo vecchio quanto me -che ho giusto il mio buon quarto di secolo alle spalle- che in un paesino dell'appennino ligure ormai dimenticato da tutti,  Crosi, è rimasto l'unico abitante. Abita in quella che era la vecchia osteria del paese: nella foto sul giornale, un grandangolo all'interno della cucina, la sua mano è in primo piano, ed è la mano di chi lavora tutti i giorni con gli animali e la terra. Potresti pensare che quella mano sia sporca, ma in realtà gli è entrato dentro tutto il lavoro che fa, sotto la pelle, tra le unghie e le falangi.
Emanuele fa il formaggio e le marmellate, le vende anche su internet. Pare che non si senta neppure troppo solo, ogni tanto da una mano alla gente delle borgate vicine con qualche lavoretto. Emanuele sa anche rimettere in sesto il motore di un trattore o piantare un paio di chiodi nei vecchi infissi di legno.

Emanuele racconta anche di essere divenuto, qualche anno fa, oggetto di grande interesse da parte di un assessore provinciale, che inserì Crosi in un progetto di volontariato ambientale internazionale. Per tre anni giovani finlandesi, tedeschi, francesi salirono fino a Crosi ad aiutare Emanuele col lavoro.
Finché non cambiò la giunta provinciale, e Crosi fu di nuovo solo Emanuele.

Emanuele mi ricorda tanto un caro amico del canavese, che alleva api e cani e ogni tanto pensa che nessuno creda in lui. Lui che fa questi stupendi piccoli grandi sogni, come quello di vivere della propria fattoria, con i propri cani, le proprie api -che chiama teneramente  "le sue ragazze"- la sua terra.
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categoria:natura, uomini, ecologia, giovani, bellezza, attualità, misantropia
mercoledì, 14 marzo 2007
With Springtime, I don't feel in the mood for love, but in the mood for moving away and travelling for a while (a weekend, some more days) in a BEAUTIFUL place where my eyes can drink colours and my mind can find armony in art or nature. Usually, what I'm still dreaming when I'm going to work in the morning, among nightingale's tunes, the clearest sunrises and mimosa's scent, is Rome, or one of Cinqueterre's places.
I don't know why, but Spring, for me, is one of these beautiful place. Spring, for me, is to find a way or a simple excuse to escape. Spring is someone who abduct me toward these places.

on San Pietro from Castel Sant'Angelo...red umbrella includedRome, the most beautiful city I've ever seen. I am not nationalist as you can imagine.I have been in Rome almost five times, with different people, in different situations. It wasn't always a holiday, in one case it was a way to meet a person I hadn't seen for quite a long time.
That time -it was two years ago, it was March, I was really happy- I visited Porta Portese under something like a monsoon storm, and although even my pants and bra were really wet and I had still many hours (and not a place where I could change my dress) before my back trip (by train, along  the night)...I remember those spring showers like a romantic adventure. Under those showers, I saw Castel Sant'Angelo, and that proud and fierce Saint Michael on its top. I strolled around Villa Borghese, and for the first time I crossed the capital on a car (a particular perspective, I had always seen it walking!).

vernazzaThen Cinqueterre: this place is simply the perfect place you have to visit: no cars, not too many people in Spring, and even in Summer, the kind of people that arrives here is not the usual Riviera tourist looking for a place where his/her little children can build up sand castles and he/she can rest in the sun. At Cinqueterre, beaches are small and almost non-existent. Ice-creams are good. Paths on the sea link those little towns. Houses are painted in rainbow colours and churches are simple as every church should be.

Streets smell like herbs and fish.

(this picture of Vernazza...I keep it on my desk just like a saint's icon)
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categoria:viaggi, stagioni, bellezza
domenica, 04 marzo 2007
While everyone is feeling excited or disappointed (or simply careless, like me :-) for San Remo Music Festival results, I read a really interesting news on the Net, about music (in one sense):

Karaoke songs bring a lump to the throat

says London Times about Japaneses' mania for karaoke. 47 million of them share this passion, singing along lyrics on a video screen.

focus-14894
Japanese doctors report a surge in the condition known as “karaoke polyp”, a growth on the vocal cords caused by excessive warbling in bars and parlours. Formerly an affliction of middle-aged businessmen, the malady has spread among housewives and young people because of the continuing popularity of karaoke.


In this Times article there is also a list of the most dangerous songs , expecially those with high pitch, which put excessive strain on the vocal cords...Be carefull, wild singers!
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categoria:musica, attualità, japaneeeese
domenica, 04 marzo 2007
luna
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categoria:natura, fotografia, bellezza
venerdì, 02 marzo 2007
I'm watching movies in their original language (if they are American or English movies, I mean...I can't stand Eisenstein in his original language ;-P ) .
Moreover, I'm reading a lot of English stuff, of course. Poetry, prose, directions for use on every eletronic apppliance...; I buy Newsweek and National Geographic - International Edition at the newsagent's (mmm..is "newsagent's" just a British English expression? I don't remember).
Today I'm reading a useless essay on men and women's different behaviours (Worldwide famous John Gray's Men Are from Mars, Women Are from Venus ). Useless, I said, because it was written in 1991, when a 40-years-old "family therapist" (Wiki defines him a "pop psychologist", definition I like to quote) could still believe in some stereotypes (men are strong and determined, women are sweet and concentrated  on relationships).
janeandsylvia_1
Fortunately, I'm also reading something worth reading: Sylvia Plath's poems.
I'd like to quote just a  few lines, not taken from her Lady Lazarus (great, but filled with terrible beauty), not from The Hanging Man, but from The Times Are Tidy, even if where I live, good cooks aren't jobless:


Unlucky the hero born
In this province of the stuck record
Where the most watchful cooks go jobless
And the mayor's rotisserie turns
Round of its own accord.
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categoria:poesia, amore, donne, cinema, uomini, rete, english, bellezza, attualità, multicultura, amerikans
giovedì, 01 marzo 2007
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categoria:musica, cinema, english, bellezza
giovedì, 01 marzo 2007

Now, you have to guess...what traditional song from Piedmont is this one?

In the shadow of a bush
A pretty shepherdess was sleeping.
There were passing across
Three nice French young men,
They said: “Pretty shepherdess,
You are feverish!

And if you are feverish,
We’ll put you on a blanket
With my own mantle,
That is so smart
We’ll put  you on a blanket
And your fever will vanish!”

But the Beauty answered:
“Dear lords, go your way,
and leave me in peace,
with my shepherd
who at his viola’s tune,
will make me dance”

And the shepherd hearing that,
Jumped out of a hovel*
With his viola in his hand.
He started playing
He took the pretty shepherdess
He made her dance.

I translated it by myself!

(*hovel: English for "baracca, catapecchia, ciabòt...")

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categoria:musica, poesia, amore, libri, english, langhe

daniela scavino