mi rendo conto di aver trascurato anche la mia rubrica
Das Traumbuch. Mentre ogni notte sogno sogni incredibili e dalla trama più intricata di un serial americano, troppo spesso dimentico di trascriverli sul mio taccuino dei sogni e tantomeno trasformarli in un post affinché qualche psicanalista free lance passi di qua e ne trovi la chiave.
Il sogni di stanotte comincia a svanire piano...
Si trattava di una crociera.
Ok, ho letto
Una cosa divertente che non farò mai più, un paio di settimane fa, ma questo non significa nulla.

Perché venivo imbarcata su questa immensa nave insieme a un gruppo di sconosciuti, per lo più donne, molto belle e molto ritrose al dialogo, e un paio di uomini, uno era una sorta di nerd capellone e biondo che poteva essere il quinto Red Hot Chili Pepper, l'altro un uomo barbuto ancora più laconico delle viaggiatrici. Ricordo solo che la nave era immensa, alcuni ambienti erano scenografie da cinema hollywoodiano, uno dei ponti riproduceva la strada di qualche cittadina medievale dell'Italia centrale e avevano allestito, lungo questo ponte, stand sponsorizzati da famosi brand dell'industria dolciaria in cui si trovavano "la sala da tè", "la sala della colazione", etc.
(Sembra squallida la prospettiva di un sogno "sponsorizzato", ma è così (una frontiera, quella del
dreamin'marketing, che forse i pubblicitari oggi ignorano, ma che forse considereranno, iniettando striscioni colorati nei sogni della gente...).
Anyway, ci troviamo imbarcati, io e questi sette-otto sconosciuti, in questa lussuosissima nave che assomiglia troppo agli
Studios Universal nel suo riprodurre ambienti diversi, dalle cascate del Niagara alle piazzette italiane (la cosa preoccupante è che temo che simili ambientazioni esistano davvero, sulle navi da crociera, dal momento che esistono nei mega Resort per famiglie in Florida). Non siamo gli unici viaggiatori, la nave è piena di gente elegantissima che passa il proprio tempo a spalmare margarina sui cracker nella sala da té.

Qualcosa ci puzza, però. Un giorno, attraversando un'ala della nave allestita a "Museo di Arts&Crafts delle isole iperboreali", mentre osservo incuriosita uno spartito del Peer Gynt (!) il nerd biondo mi dice che in realtà quella non è una crociera ma ci stanno portando -a tradimento- in un laboratorio islandese per un qualche esperimento genetico.
Nel sogno la cosa non mi preoccupa più di tanto. Ciò che trovo veramente scomodo è dover dormire in un'unica camera con questi otto sconosciuti, in un letto che assomiglia a quello dei sette nani nel film Disney.
E poi, qualcosa mi atterrisce così tanto che mi sveglia dal sonno: gli steward e le hostess della nave possono prendere le sembianze di
animali. Un riccio, un tasso, e così via.
A ripensarci ora mi sembra di essere finita in un reality show di ultima generazione. O in una serie tipo "Lost revised". O nel
Mago di Oz, revised.