"Come può essere che lo spazio umano più bello e più sacro,
il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?" Papa Ratzi dixit.
Ecco che cosa mi fa rabbrividire: percepire non solo nella quotidianità dei rapporti interpersonali, delle situazioni familiari e dei meccanismi psicologici di prevalicazione, ma anche e soprattutto nelle alte sfere del potere, nelle menti del controllo temporale e ideologico, il piacere sottile del controllo del corpo femminile, della sua legislazione, del "so io cos'è bene per te", l'atteggiamento paternalistico e coercitivo mimetizzato da cura.
B-XVI (Hal 9000 ci fa un baffo) è solo uno dei tanti, che non sa neppure come viva una donna la propria femminilità, che cosa voglia dire essere madre, essere donna, essere compagna di un uomo, avere un corpo dotato di fragili cicli, sismi interni, faglie sotterranee di ormoni instabili, picchi e depressioni, e tantomeno un corpo che ne genera un altro, altri.
Come si può -ignorando tutto questo- ancora parlare?

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